E’ stato letto in aula, presso la corte d’appello di Lecce, il dispositivo della sentenza di secondo grado relativa all’operazione Grid. Gli imputati coinvolti nel procedimento dovevano rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti nonché finalizzata a commettere furti di autovetture, ricettazione, riciclaggio ed estorsioni. E ancora: reati in materia di armi e droga. I giudici leccesi (presidente ed estensore: Francesco Messina; a latere: Francesco Cacucci e Carlo Errico) hanno rideterminato e ridotto le pene a carico di diversi imputati e pronunciato un’assoluzione. Hanno inoltre, disposto la revoca della confisca dei beni della “Sud Recuperi Cannone”, società che si è affidata all’avvocato Laura Beltrami, che difende anche diversi imputati in questo procedimento.
Arresti e condanne in primo grado
L’operazione “Grid” venne condotta dai carabinieri all’alba del 26 maggio 2021. Quel giorno furono notificate ordinanze di custodia cautelare a carico di 29 persone (19 in carcere e dieci ai domiciliari). L’indagine (denominata proprio “Grid” – “griglia” in inglese – per la fitta rete di intrecci dei soggetti coinvolti nelle attività illecite in vari settori criminali), con la direzione e coordinamento del pm Luca Miceli (sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Brindisi), è stata condotta dai carabinieri del Nor – sezione operativa della compagnia di Brindisi, da dicembre 2019 a luglio 2020, anche con l’ausilio di attività tecniche. Nel marzo 2022 è stata emessa una prima sentenza a carico degli imputati che avevano optato per il rito abbreviato, rito alternativo che prevede, in caso di condanna, uno “sconto” pari a un terzo della pena. Il gup Vittorio Testi del Tribunale di Brindisi all’epoca ha condannato 24 imputati e ne ha assolti due (leggi l’articolo). Gli imputati hanno proposto appello e ieri, mercoledì 17 gennaio 2024, la corte ha letto la sentenza in aula. In molti casi, i legali degli imputati sono ricorsi all’istituto del concordato. Il sostituto procuratore generale è Salvatore Cosentino. Di seguito, la sentenza nel dettaglio.
Le pene rideterminate in appello
Marco Sirena (34 anni, di Brindisi): sette anni di reclusione; Salvatore Manca (41 anni, di Brindisi): un anno; Angelo Sinisi (37 anni, di Brindisi): tre anni, cinque mesi e dieci giorni; Antonio Borromeo (31 anni, di Brindisi): quattro anni e due mesi; Giovanni Cannone (50 anni, di Brindisi): due anni e dieci mesi; Antonella Di Lauro (56 anni, di Brindisi): due anni e dieci mesi; Maria Chiara Borromeo (28 anni, di Brindisi): sette mesi e dieci giorni; Paolo Rillo (31 anni, di Brindisi): tre anni e dieci mesi; Vainer Pinto (49 anni, di Brindisi): tre anni; Cosimo Carrisi (47 anni, di Brindisi): quattro anni; Massimiliano Cavalera (43 anni, di Brindisi): due anni e otto mesi; Andrea Stabile (34 anni, di Brindisi): due anni, due mesi e venti giorni; Alessandro Coppola (31 anni, di Brindisi): un anno e sei mesi.
Gianluca Colucci (48 anni, di Brindisi): tre anni e quattro mesi (due reati contemplati in due capi d’imputazione riqualificati in condotte di “lieve entità”); Emilio Moretti (36 anni, di Bari): cinque anni e otto mesi; Marco Ostuni (33 anni, di Brindisi): cinque anni e sei mesi di reclusione (non doversi procedere in ordine a tre capi d’imputazione in quanto improcedibili per difetto di querela); Andrea Quarta (52 anni, di San Pietro Vernotico, residente a Cellino San Marco): un anno e quattro mesi; Alessandro Carrisi (50 anni, di Brindisi): quattro anni; Davide Cannone (45 anni, di Brindisi): un anno e 15 giorni. Si registra infine una assoluzione, a carico di Tiziano Marra (26 anni, di Brindisi, difeso dall’avvocato Giuseppe Guastella), perché “il fatto non sussiste”.
Il collegio difensivo
Il collegio difensivo è così composto: Giuseppe Guastella, Laura Beltrami, Albino Quarta, Vincenzo Lanzilotti, Cosimo Lodeserto, Antonio Savoia, Marcello Tamburrini, Valentina De Mitri, Gianvito Lillo, Ladislao Massari, Ferruccio Gianluca Palazzo, Anna Maria Caracciolo, Mauro Masiello, Antonio Bolognese, Daniela D’Amuri, Antonio Iaia. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
I dettagli dell’inchiesta
Chiuse le indagini, gli inquirenti hanno individuato in Borromeo e Sinisi i capi del sodalizio. Nella ricostruzione degli investigatori, impartivano le direttive direttamente dalle carceri presso cui erano reclusi, comunicando con familiari. Un gradino più sotto, ma con compiti operativi: Marco Sirena, il quale, come da capo d’imputazione, “coordinava le azioni delittuose degli altri sodali sul territorio organizzando i furti degli autoveicoli, il loro occultamento e riciclaggio e la loro destinazione finale, occupandosi della detenzione delle armi del sodalizio e del procacciamento e smercio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed eroina destinandone in parte i proventi al mantenimento dei capi detenuti e delle loro famiglie, nonché all’ausilio economico ai sodali in difficoltà”. I carabinieri, a indagini concluse, hanno ricostruito 22 episodi di furto di autovetture, tra consumati e tentati, avvenuti in provincia di Brindisi e di Lecce. La droga trattata veniva smerciata nelle piazze di spaccio di Brindisi.
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Furti di auto, ricettazione e droga a Brindisi: pene ridotte in Appello
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