BRINDISI – Non commise furto di energia elettrica. L’allaccio abusivo c’era, ma non era opera sua. Il tribunale di Brindisi ha assolto una donna, che con la sua famiglia vive, da assegnataria, in un immobile confiscato alla Scu, dall’accusa che le era stata mossa. La difesa dell’imputata ha dimostrato che il sistema per “rubare” energia all’Enel era precedente all’ingresso della famiglia nell’immobile – da diversi anni di proprietà comunale – e che la famiglia pagava l’energia consumata, avendo un regolare contratto con un’altra azienda che eroga il servizio. 

La sentenza della giudice Paola D’Amico è del 18 dicembre 2025, la motivazione è contestuale. Il pm aveva chiesto la condanna della donna a tre anni di reclusione, più 500 euro di multa. Il difensore, avvocato Antonio Iaia, aveva invocato l’assoluzione dell’imputata per non aver commesso il fatto. La vicenda prende le mosse da un controllo effettuato presso l’abitazione, in cui era stato riscontrato l’allacciamento abusivo, facendo scattare la denuncia a carico della donna. Era il 28 maggio 2020.

Il decreto di citazione a giudizio è del 15 settembre 2022, mentre la prima udienza del processo si è tenuta il 16 giugno 2023. Ecco, proprio durante il dibattimento sono emerse due questioni dirimenti. La prima: l’allaccio abusiva c’era, d’accordo, ma era precedente all’assegnazione dell’appartamento alla famiglia. La seconda: la donna – carte e contratti alla mano – paga regolarmente l’energia elettrica e non ruba nulla. Così, la giudice D’Amico ha assolto la donna con formula piena: “per non aver commesso il fatto”.

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Non commise furto di energia elettrica: assolta inquilina di un immobile confiscato
https://www.brindisireport.it/cronaca/brindisi-furto-energia-elettrica-immobile-confiscato-assoluzione.html
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